Cosa fa bene, e non è poco
Tredici euro. Meno di un aperitivo in centro. Per quella cifra la Blukar ti mette in testa 2000 lumen, un sensore di prossimità che accende la luce quando avvicini la mano, e la ricarica via USB. Onestamente, quando l'ho accesa per la prima volta nel garage al buio ho fatto un passo indietro. La luce c'è, eccome.
Il dimmer continuo è una di quelle cose che sembrano dettagli finché non le usi davvero. Niente click tra tre livelli fissi: ruoti (o tieni premuto) e trovi esattamente la potenza che ti serve. Di notte in tenda, a luminosità bassa, non abbaglia chi hai vicino. Piccola cosa, grande differenza.
L'IPX5 regge sotto la pioggia, l'ho provato senza problemi durante un'uscita in bici sotto un acquazzone improvviso.
Dove mostra i limiti
A essere sinceri, qualcosa da ridire c'è. Il sensore di prossimità è comodo, ma si attiva anche quando non vuoi, per esempio se la torcia è in borsa. Conviene disabilitarlo quando non serve. Poi: la fascia elastica va bene per teste di misura media, se hai una testa piccola o grande potrebbe ballare un po'.
La durata della batteria ai 2000 lumen è generosa sulla carta, ma nella pratica a piena potenza scende sensibilmente. Usala a metà luminosità e vai avanti tranquillo per ore.
Detto questo, per escursionismo occasionale, blackout, campeggio o lavori in cantina, questo prodotto fa il suo mestiere senza storie. A chi fa trekking serio e vuole qualcosa da 50 euro in su con LED di marca, guardi altrove. A tutti gli altri: fidati, è un acquisto solido.