Cosa si fa, in pratica

L'idea è semplice: devi pensare come i tuoi compagni di squadra, non come vorresti tu. Sembra banale, ma è proprio lì che casca l'asino. Ti rendi conto in fretta di quanto dai per scontato che gli altri ragionino come te. Spoiler: non è così. E quella scoperta, tra le risate, è il vero motore del gioco.

Perché funziona

Holy Sheep gira bene perché non richiede nessuna preparazione. Apri la scatola, in cinque minuti tutti capiscono le regole, e si parte. Niente turni lunghissimi, niente spiegazioni che spengono l'entusiasmo. L'ho provato con un gruppo misto, dai ventidue anni ai cinquanta, e ha funzionato con tutti. Anzi, i più grandi spesso battono i ragazzi, perché conoscono meglio le persone con cui giocano.

Una riserva onesta: se siete in due, lasciate perdere. Sotto i tre giocatori non decolla. E con un gruppo che si conosce poco, i primi round possono essere un po' piatti. Prende quota quando c'è già un minimo di confidenza tra i giocatori.

A chi lo consiglio

A chi cerca qualcosa da portare in viaggio, a una cena, a una serata in montagna. È compatto, costa tredici euro, dura nel tempo perché cambia in base a chi c'è al tavolo. Non è il gioco dell'anno, ma è uno di quei titoli che finisci per tirare fuori più spesso di quanto pensavi. Fidati.